Rifiuti

Da molti anni, gli Amici della Terra conducono una battaglia culturale e politica per affermare una visione ambientalista nella gestione dei rifiuti che superi miti e tabù che condizionano l’opinione pubblica e le decisioni di amministratori e politici.

I rifiuti ci sono e bisogna occuparsene: non si mandano all’estero, non si esauriscono con la raccolta differenziata e la loro gestione passa, in parte, anche attraverso l’incenerimento e le discariche. Gli Amici della Terra denunciano i pregiudizi su cui si fonda gran parte dell’ambientalismo ideologico: millantare gestioni a “rifiuti zero”  o demonizzare il recupero energetico (salvo consentire lo smaltimento all’estero) non è una soluzione del problema, è come mettere la polvere sotto il tappeto.

La confusione ed il terrorismo mediatico divengono un alibi per la cattiva amministrazione: i roghi di Napoli sono l'emblema dell’immobilismo che diventa emergenza e problema politico nazionale.

Gli Amici della Terra agiscono denunciando la demagogia, la disinformazione e le pratiche scorrette, contrapponendo dati reali a miti e tabù, offrendo spunti concreti per una politica di gestione dei rifiuti capace di recuperare i gravi ritardi accumulati, in particolare nel Mezzogiorno d’Italia.

Le tappe principali di questo percorso:

1988, le navi dei veleni
Sollevando lo scandalo della Karin B., la cosiddetta “nave dei veleni”, gli Amici della Terra denunciarono l’esportazione in tutto il mondo dei rifiuti tossici prodotti in Italia, informando la stampa sul sequestro delle navi italiane a Port Koko, in Nigeria. Fu il primo vero scontro con le altre associazioni ambientaliste, che si mobilitarono per impedire alle navi di rientrare nei porti italiani, mentre gli Amici della Terra chiedevano che i rifiuti tornassero in Italia, che si stabilisse un divieto all’esportazione e che le regioni si dotassero degli impianti adeguati allo smaltimento in sicurezza. In seguito all’azione condotta dagli Amici della Terra, venne approvata in Parlamento la prima norma che vietava l’esportazione di rifiuti tossici

1989/1995, il programma triennale sui rifiuti 
 
Gli Amici della Terra ricevettero dal Ministero dell’Ambiente l’incarico di predisporre uno studio preparatorio all’elaborazione del Programma triennale per ridurre la quantità di rifiuti. Lo studio, condotto in collaborazione con Enea, anticipò i contenuti delle Direttive UE sulla gerarchia di trattamento e smaltimento dei rifiuti.

1995, incenerimento: un tabù da cancellare
A seguito dell’emergenza rifiuti a Milano, venne organizzato, in collaborazione con l’ANPA e l’ENEA, il convegno “Incenerimento un tabù da cancellare”. Gli Amici della Terra sfidarono il conformismo di politici e ambientalisti prendendo pubblicamente posizione in favore di una gestione integrata dei rifiuti, compreso il sistema di incenerimento con recupero di energia.

2007, dietro i roghi di Napoli
Gli Amici della Terra mettono a nudo la cattiva amministrazione della città, esponendo per la prima volta le cifre che portarono  al commissariamento di quasi tutto il Mezzogiorno e puntando l’indice contro l’irresponsabilità della classe politica che si opponeva alla costruzione degli impianti di trattamento avallando la demagogia e l’arretratezza culturale del paese.