La nostra lettera al Governo per la proposta ImEA

La presidente Monica Tommasi ha inviato ieri al Governo una lettera nella quale riproponiamo la nostra soluzione per tutelare le industrie italiane ed europee più virtuose dal punto di vista energetico e non subire passivamente la delocalizzazione. L’Imposta sulle Emissioni Aggiunte (ImEA) sarebbe anche uno strumento importante nella lotta alle emissioni di CO2 a livello globale. “Pensiamo che il modo migliore per dare attuazione alla 'Carbon Border Tax' proposta nel documento programmatico della nuova Commissione UE consista nell’applicare un’imposta sulle emissioni aggiunte (ImEA), piuttosto che introdurre un dazio secco alle frontiere europee.”

 

 

Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Prof. Giuseppe Conte

Al Ministro dell’Economia e delle Finanze
Prof. Roberto Gualtieri

Al Ministro dello Sviluppo Economico
Senatore Stefano Patuanelli

Al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
Generale di Brigata Sergio Costa

Egregio Presidente del Consiglio, egregi Ministri,

il 24 settembre scorso gli Amici della Terra hanno inviato una lettera aperta al neo Commissario europeo per l’Economia, On. Paolo Gentiloni, con la quale si sostiene che l’introduzione di un’imposta sulle Emissioni Aggiunte (ImEA) sia il modo migliore per dare attuazione ad uno degli elementi caratterizzanti del documento programmatico della neo Commissione, vale a dire l’introduzione nella UE di una “Carbon Border Tax” come misura necessaria per conseguire ambiziosi obiettivi di decarbonizzazione al 2030 e contrastare efficacemente le dinamiche di carbon leakage.

La proposta è profondamente diversa dall’introduzione di un “dazio” alle frontiere europee. Il concetto di base dell’ImEA è invece quello di applicare un'imposta (così come illustrato nel libro "CO2 nei beni e competitività industriale europea" di A. Gerbeti, che ha elaborato questa proposta) sull'intensità carbonica dei prodotti, tramite la modulazione delle aliquote IVA, da applicare in modo non discriminatorio sia ai prodotti UE che a quelli importati, sulla base del contenuto di anidride carbonica emesso per la loro produzione. Il fine è quello di riconoscere i meriti ambientali delle produzioni manifatturiere UE senza discriminare quelle extra UE che rispettano gli stessi standard ambientali, innescando un meccanismo virtuoso di miglioramento della qualità ambientale dei prodotti e accelerando il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione a livello globale.

Lo strumento di fiscalità ambientale proposto non ha l’obiettivo di aumentare il gettito ma quello di incentivare le produzioni più pulite e di disincentivare quelle meno pulite, a prescindere da dove i beni vengono prodotti.

Per i prodotti realizzati negli stabilimenti europei soggetti al sistema ETS l’intensità carbonica per unità di prodotto prevista dall’ImEA potrebbe essere attestata dagli strumenti amministrativi e di controllo già disponibili. Per i prodotti degli stabilimenti europei non soggetti all’ETS o per i prodotti importati da paesi extra UE, l’intensità carbonica per unità di prodotto rispetto ai benchmark di riferimento potrebbe essere attestata da certificazioni rilasciate in base agli standard internazionali di norme tecniche come l’ISO 14064, e con procedure di tracciabilità come quelle offerte dall’applicazione dalla tecnologia blockchain.

In conclusione ci auguriamo che la proposta possa essere oggetto della vostra attenzione con l’auspicio che il Governo si attivi in sede europea per sostenerla, e ci rendiamo disponibili fin da ora a tutti gli approfondimenti necessari

Cordialità.

Monica Tommasi
Presidente Amici della Terra

  • testata sito 2 250

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Amici della Terra

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